Il Signore delle Mosche. Vol II

Siamo campioni del mondo!

Signore e signori, direi che abbiamo finalmente il ritorno del narratore!

Ebbene, dove eravamo rimasti?

Ah, già! Un cadavere e una competizione da concludere!

Ebbene, complici i neuroni persi a Capodanno… non saprei dirvi, innanzitutto, chi ha vinto per davvero la competizione! Posso solo dirvi che ricordo che un disperato Gin e un tronfio Mangetsu fossero arrivati quasi alla pari (nonostante Gin avesse fatto di tutto per perdere, questo per farvi capire quanto Gin sia “awesome”, citando un famoso telefilm).

Cooomunque: i ricordi che ho è che Gin abbia fatto l’imbecille al banchetto per la fine del torneo e che se la fosse cavata lasciando a Mangetsu l’onere, ma non ne sono affatto sicuro. Ciro inoltre deve aver trovato qualche altro sistema per rendersi ricidolo e Sachiko deve averla data a qualcuno, mentre sicuramente gli altri ospiti si grattavano rumorosamente al passaggio di Katsu.

E il cadavere? Fottesega, più o meno… il tipo dagli occhi di giada l’ha tirata un po’ su sul fatto che il gruppo di bushemi non era al campo (compreso il povero Gin), quando questi erano in realtà alla ricerca di tracce (trovando piste che porterebbero ad una zona di “competenza” del clan del Ragno).

Comunque al momento è tutto in stand-by.

Mentre oscure nubi si addensano all’orizzonte (nella mente del Cucco, uahahahahah…).

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Welcome to your Adventure Log!
A blog for your campaign

Every campaign gets an Adventure Log, a blog for your adventures!

While the wiki is great for organizing your campaign world, it’s not the best way to chronicle your adventures. For that purpose, you need a blog!

The Adventure Log will allow you to chronologically order the happenings of your campaign. It serves as the record of what has passed. After each gaming session, come to the Adventure Log and write up what happened. In time, it will grow into a great story!

Best of all, each Adventure Log post is also a wiki page! You can link back and forth with your wiki, characters, and so forth as you wish.

One final tip: Before you jump in and try to write up the entire history for your campaign, take a deep breath. Rather than spending days writing and getting exhausted, I would suggest writing a quick “Story So Far” with only a summary. Then, get back to gaming! Grow your Adventure Log over time, rather than all at once.

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Amici si, ma nel modo giusto...

Disclaimer: gli eventi qui raccontati sono successi millemila anni fa, quindi sono possibili di imprecisioni, cavolate, inesattezze e soprattutto verranno assolutamente ridotti e concentrati. Non rugatemi la minchia e divertitevi, insomma.

C’era una volta una terra chiamata Rokugan, che secondo qualche americano senza la benché minima conoscenza di giapponese potrebbe voler dire regno del dragone celeste o una roba simile. Cazzate, ovviamente, sappiamo tutti che vuol dire banalissimamente sei regni (o una roba simile, diciamo qualcosa tipo Sei-onia, o Sei-alia, o Sei-nia, una schifezza simile). Comunque, in questa vastissima terra ci sono un sacchissimo di clan, che sono alleati, ma si odiano e si fanno la guerra, altre volte si amano, altre ancora leccano il sedere ad un imperatore (ora imperatrice). In tutto ‘sto popò di casino governativo che manco la prima repubblica durante gli anni di piombo, comincia la nostra piccola allegra storia. In realtà potrebbe essere, al momento, la storia di Sachiko Agasha, una Shugenja (una fattucchiera, insomma) del clan della Fenice. Diciamo che è un pochino solo la sua storia perché è l’unica ad aver visto tutta la storia, considerando che uno degli altri due sopravvissuti è spesso malato o in ritardo, e dell’altro se ne sono perse le tracce.

Comunque, la storia comincia come gran parte degli avvenimenti del Rokugan, cioè con un personaggio ricco e potente che approfitta di 4 poveri disgraziati per fargli fare qualcosa che nessun altro ha assolutamente voglia di fare.

Sachiko, Garou, Kenpachi Matsu (la prima vittima) e Isamu (la seconda vittima) vengono invitati a portare una stupida lettera di raccomandazine ad un dojo di un paesello senza troppa importanza più o meno lì vicino, affiliato al clan della Libellula, sotto il clan maggiore del Drago (solo perché in inglese Libellula si dice Mosca Drago, cioè Dragonfly, ma sono americani, che vi devo dire). E dato che passano di lì devono anche dare una sistemata alla criminalità locale. Sì, alla criminalità locale, banditi ecc. Peccato che poi si rivelerà il minore dei problemi.

Comunque i nostri partono all’avventura e vengono raggiunti dopo un po’ da Ciro, un allegro giovine cavallerizzo dell’Unicorno.

No, non è gay. E’ solo giovane. E cavallerizzo. E unicorno. E vergine. Lo porterà lui l’Anello. O meglio, lo porterebbe se ci fosse un Anello del Fuorismo da portare. Ma questa non è quella storia. Quella storia è una figata, fa quasi ridere quanto questa. Quasi eh.

Comunque, i nostri, ora in cinque, se la partono verso ’sto villaggio, convinti che troveranno gloria e felicità, e non morte, figuremmerda, vergogna, malattie veneree e quanto di meglio possa offrire il Rokugan.

Ometterò la prima fermata ad un villaggetto inutile, dove Kenpachi prenderà a pugni Ciro (sì, è sempre stato scemo), i nostri impareranno di essere all’apice della piramide sociale (da quel giorno in avanti i contadini verranno definiti servi o con epiteti simili) e verrà fatto loro dono di un origami.

Tenete a mente questo origami.

Comunque, i nostri ripartono e passano attraverso un cimitero, o un villaggio infestato, non ricordo, comunque Isamu dovrebbe ammalarsi a questo punto ma essere guarito da Sachiko, poi si ammala anche Ciro (che soffriva evidentemente di un complesso da mancanza d’attenzione) ma viene salvato solo quando arriveranno al villaggio (e per il pelo del culo, fatemelo dire).

Ciro guarisce e “fa amicizia” con Takacazzo. Che quasi uccide. Prendendolo violentemente per il culo nel mentre. Comincia da qui (per davvero) la spirale discendente dell’Onore di Ciro. Per la cronaca, fino a questo punto era Chihiro, così teneramente Chihiro… ribattezzato da tutti Ciro, in quanto Gaijin e fondamentalmente con la mentalità tipica di Scampia.

Comunque, riescono a far passare la raccomandazione e partono alla ricerca dei banditi.

Nel mentre hanno un pacco di incubi e presagi nefasti (gatti neri e roba simile, ricordatevi dei gatti neri, e anche dell’origami, non dimenticatevene), e campanano che forse i banditi non sono il peggiore dei problemi.

Però se ne sbattono e vanno comunque dai banditi.

Qui Kenpachi fa il bullo e muore in duello da scemo, mentre Sachiko e lo SPecial Guest Masaru (un altro shugenja, ma della Gru) risolvono tutto col Drago di Fuoco.

E dopo questo rapidissimo prologo possiamo cominciare con la trascrizione dei riassunti vera e propria.

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Il sindacalista rimpiangerà il fascita

Dove eravamo rimasti?

Il nostro gruppo di bushemi (non come lo Steve, sia ben chiaro) è tornato mogio mogio dal Magistrato trascinandosi la pesante carcassa del povero Kenpachi, morto perché il suo Kami guida si era totalmente dimenticato (da pirla, qual’è) di come il suo doversi comportare da imbecille fosse finalizzato al poter colpire aggratis un po’ come e quando voleva, la testa del capo dei briganti e un raggiante Isamu felicissimo di essersi procacciato un bel bottino di guerra altrui (il Bisento, che vale anche dei bei koku, che quindi aveva probabilmente in mente di rivendere per potersi rimpinzare di Dango per gli anni a venire).

Al villaggio trovano uno spaesato Ciro il quale, suo malgrado, si era ritrovato teletrasportato in un antro oscuro senza capire il come e il perché e dentro il quale avrebbe dovuto meditare sui suoi errori (cosa che non ha probabilmente funzionato parecchio dato che ha salutato i suoi compagni con peti, improperi e rutti in ordine sparso).

Qui provvedono a ricomporre i resti del povero Kenpachi così da poterli rispedire ai suoi natii lidi (per poter essere usato come legna da ardere probabilmente, dato che il Drago di Fuoco non può non aver almeno tostato la sua carcassa).

Intanto raccontano il tutto all’inutile Magistrato (il cui compito pare sia, in realtà, svanire fra un’occasione pubblica e l’altra senza dare notizie di sé) ma qui trovano quello che gli viene presentato come il loro nuovo compagno, Gin Bayushi, detto il Bauscia o tristemente noto con l’epiteto de “Il Commenda” negli ambienti vicini alle bische clandestine in quel della Riviera Adriatica, il quale si fa presto odiare da tutti i suoi nuovi compagni (nessuno escluso), dai PNG del Master (tutti) e ADDIRITTURA dai Futon e dai Tatami per terra.

Ciro intanto fa notare a Isamu quanto il suo bottino di guerra sia un ladrocinio bello e buono e Isamu, ben vivido nella sua mente il ricordo dell’intestino di Takacazzo… ehm… Toritaka sparso sulla polvere e visto l’umore pessimo di Ciro (vorrei vedervi al suo posto chiusi a meditare su cose di cui non vi siete mai pentiti lontanamente una giornata intera) decide SPONTANEAMENTE di rinunciare a quell’arma che nasconde ovviamente un certo senso di over-compensazione fallica, tanto da essere stata chiamata prima di Bisento: Hammeru H1 (si leggerebbe H ichi).

Agasha intanto ritrova il suo cagnolino vivo e vegeto (ma ringhiante, dato che anche a lui sta sul cazzo il Bauscia) e soffre della mancanza del vento che soffia sulle sue fiamme, immagine poetica ma anche un po’ dubbia e stranamente disturbante, il suo Kami guida intanto sviene dopo aver rifocillato con libagioni più che degne gli altri Kami guida.

Dopo decine e decine di minuti di chiacchiere pseudo-inutili (e superata la non naturale inclinazione di Gin a sporcarsi i warabi) questi lo portano a fare un giro della cittadina.

Intanto Garou, di cui si sono perse le tracce, è segretamente andato ad una proiezione RARISSIMA e in lingua originale sottotitolato in un’altra lingua a random sperduta e dell’est europeo (che è molto a ovest del Rokugan) di un vecchio spettacolo bolscevico in un lurido scantinato con tanti altri Compagni come lui, a sorseggiare Vodka fatta in casa e a rimpinzarsi di Gulash Ungherese e Caviale… come prenderà la sostituzione nel suo gruppo (dal suo punto di vista ormai decisamente migliore, vista la scomparsa dell’odiato Fascista) con niente e popò di meno ché il più marcio dei menefreghisti destroidi a favore della divisione delle classe sociali, il quale millanta ricchezze a non finire (false, è in bolletta) per coprire una disturbante identità segreta?

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I sogni son desideri...di felicità.

Riassunto della puntata precedente: scende la notte (su di noi, come recitava un antico canto italico ben conosciuto dal napoletanissimo Ciro) e questa, come era ovvio, NON porta certo consiglio ai nostri buscemi… Garou torna dalla sua proiezione sinistrorsa e si trova il Gin Bayushi (inutile dirlo: anche a lui sta molto sulle balle), Isamu, Agasha, Ciro & c. che stanno discutendo sul da farsi per il giorno seguente. Dopo un interminabile chiacchiericcio (ai buscemi piace TANTISSIMO chiacchierare) Garou decide che il “MMMMUSHASHUGYO!!!” (marchio registrato dalla Grazioli inc.) non sarebbe tale se non si buttasse a capofitto in bocca al pericolo, quindi propone di andare al cimitero, provocando una atroce morte a lui e chiunque sia tanto pirla da seguirlo… Isamu ci metterà una intera notte a chiedersi se poteva essere tanto pirla da andare alla morte e la risposta, manco a dirlo, sarà un sonoro “SI’”.

Agasha e Ciro (questi con la scusa di dover proteggere Agasha, tsk, altro che il clan della Lepre) rimangono ad assistere all’interessantissimo censimento del Magistrato (ecco a cosa serve la sua carica).

Parlavamo però della notte… Garou va alla ricerca di onorevoli (pirla) compagni da portare alla morte insieme a lui, trovando in Takakazz… ehm… Toritaka un valido pir… ehm… compagno, oltre a due altri PNG a random del Master (anticipazione: anche loro odieranno Gin Bayushi, poverino, A ME sta simpatico, è solo un po’ incompreso, diciamo che fa fatica a farsi voler bene, ma ha avuto delle brutte esperienze da piccolo! Vorrei vedervi ad assistere al duplice omicidio di vostro padre e vostra madre appena fuori da un teatro!).

Intanto Gin sveste i suoi abituali panni da Bauscia per infilarsi in quelli di Battomaru, scivola con grandissima soddisfazione nella zona dei pescatori, trova l’anziano della comunità, discute amabilmente con lui, si becca una filippica di due ore su quanto i bushi li vessino (che palle), poi si infiltra nel palazzo direzione stanze della shugenja di corte, trova un bushi alla guardia, prova a intortarlo, non ci riesce e torna mesto mesto in camera (dopo essersi cambiato ovviamente). Insomma, ha fatto (e scoperto) un cazzo. No dai scherzo, c’è un ronin che da problemi in giro, in più vagano degli shugenja drugà che di certo suonano i bonghi in parco sempione.

La mattina dopo Agasha ha un intenso colloquio alle luci dell’alba con questo tizio affascinantissimo che assomiglia NON al Master (vorrei sottolinearlo) ma ad un suo amico, parlano di tantissime cose, ma il vostro amato narratore era già alla quarta birra ed era troppo impegnato a bighellonare (per la precisione infilare il concetto di “fellatio” in tutti i modi che la sua perversa e idiota mente ottenebrata dall’alcol poteva immaginare, credo che il passo finale sia stato urlare “POMPINO!” solo contando sull’ilarità del suono della parola stessa), mi pare di ricordare che ci fosse di mezzo il signore delle ombre, qualcuno di ricco, morte, sangue, non saprei dire altro.

Subito dopo la compagine parte verso la morte (alla fine non moriranno, non stavolta per lo meno) mentre Agasha e Ciro rimangono ad assistere al censimento di chi sa leggere e scrivere… inutile dire che Ciro si sia interessato soltanto alla signora Polso di Loto (seppur nei bassifondi il suo nome di battaglia fosse ben altro…) ma in qualche modo anche loro nasano la notizia del ronin cacciato a calci in culo dal bordello.

Gin in qualche maniera riesce a seguirli da lontano e vede come la compagine trovi sì una pista sospetta che conduce alle grotte dei minatori ma, non comprendendone il perché, questi “se ne sbattono” e puntano diretti al cimitero (non comprende il perché sempre per l’ubriachezza molesta del Kami guida del ninja).

Arrivati al cimitero succede l’inevitabile… i morti sono tutto attorno a loro, Isamu si becca una manata in gola, il morto viene in qualche modo eliminato chiamandone però altri mille, tutti scappano, Takakazzo no (non gli piace poi tanto vivere), Garou se la da a gambe levate urlando “Ma dove andate! Tornate indietro a combattere!” (il trucco più infido mai visto nella storia del bushido), Takakazzo viene posseduto (sai che novità essere posseduti), gli altri due resistono, prendono Toritaka, lo insalamano e se lo portano via, dritti verso il palazzo. I morti li seguono, urlacchiando un “Dov’èèèèèèèè” con fare molto spettrale (sticazzi).

In tutto questo Battomaru non fa niente.

A metà strada per il ritorno l’ubriachezza molesta del kami guida di Battomaru lo fa quasi cassare, ma nonostante l’idiozia riesce a evitare due frecce e a non essere visto comunque (restituendone anche una).

Arrivati finalmente dal magistrato portano Toritaka al cospetto di Agasha che stavolta non può nulla per esorcizzare il demone dentro di lui, ricompare Gin Bayushi attirandosi l’antipatia (manco a dirlo) di uno dei PNG che lo sfida a duello (ci si vede fra un anno e un giorno, pirletta)… alla fine il sogno che colpì i “nostri” al loro arrivo si sta? Toritaka potrebbe essere davvero irrimediabilmente corrotto… inoltre Kenpachi è morto proprio come succedeva nel sogno…

sono due coincidenze casuali?

Oppure un disegno ben preciso si sta delineando in modo sempre più inquietante?

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Kill it! Kill it with fire!

Riassunto delle parecchie puntate precedenti.

Avevamo lasciato i Buscemi a brancolare nel buio, ebbene, è passato un po’ di tempo ma in soldoni…

Hanno scoperto più o meno chi ha richiamato il cattivone di turno, questo è un monaco ed è pazzo.

In più sono stati scoperti gli shugenja hippie che gli avevano insegnato ad andare nel mondo del sogno.

Insomma, un po’ di roba sparsa… MA.

I cinque monaci sono morti, uccisi da Battomaru.

E questo è più o meno tutto quello che era successo nelle giocate precedenti prima dell’ultima, per il resto sono volati insulti, battutacce, minacce, insomma, normale amministrazione.

Ah, e ovviamente un incubo, ma anche per quello poco male.

E ora arriviamo al riassunto dell’ultima puntata precedente a questa.

I Nostri sono arrivati a quello che potrebbe essere il climax della loro disavventura… quello che potrebbe essere il Signore delle Mosche 2.0 (ora con ancora più Mosche) se la vaga bellamente nel corpo di un innocentissimo infante, il Monaco che potrebbe averlo richiamato al sicuro in una profondissima e umidissima prigione e, ancora una volta, con un bel pugno di mosche in mano.

Il prode e etereo Masaru (etereo in quanto un po’ c’è, un po’ no) suggerisce che Kyoshi potrebbe essersi infiltrato nel palazzo usando vecchi passaggi segreti dimenticati, quindi Agasha si tuffa letteralmente sottoterra facendo un sopralluogo, mentre gli altri danno un’occhiata in giro.

Tutti tranne Ciro che è tornato nel suo buio stanzino per riflettere su quanto sia l’esatto contrario di ciò che un bushi dovrebbe essere e il solito Garou (ma si pronuncia Garò) che preferisce farsi un paio di vasche in centro (il Mmmmmushashugyo!!! assomiglia sempre più all’Erasmus o sbaglio?) piuttosto che adempiere ai suoi compiti (qui vedrà un ammasso di giovincelli prendersi a spadate di legno per difendere il proprio stupidissimo onore annichilito dalla maestria di una assolutamente infallibile, affascinantissima e silenziosissima ombra assassina… sucate, ah!).

Agasha scopre una serie di cunicoli abbandonati e torna su a riferirne, subito dopo lei e il Bayushi richiedono urgente udienza al Magistrato per metterlo al corrente di tutto ciò, ricevendone un trattamento piuttosto ruvido e alquanto sospetto (di certo è entrato nella Batto-lista, cazzi suoi). Comunque sia ottengono il permesso di continuare a seguire un cunicolo in particolare che, si scopre, dare in una stanza qualche metro sotto un teatro e la stessa è piena di grosse e inquietanti uova (e nel Rokugan NON ci sono le Cockatrici, spero per lo meno).

Tornano a riferire al magistrato, questi si caca un po’ sotto ma propone in caso di portargliene qualcuna intera (sempre più sospetto) ma non necessariamente, quindi nel profondo della notte cominciano le opere di scavo, fino a quando…

… un fruscio nella notte, ma nulla sfugge ai vigili sensi dei nostri valorosi bushi, i quali si lanciano in un vorticoso inseguimento contro la misteriosa preda trovando…

…un tremante moccioso apparentemente innocuo.

Parte l’ovvio interrogatorio e il Bayushi capisce più che bene che il moccioso sta sparando una palla dietro l’altra manco fosse un comizio elettorale di Cetto Laqualunque, Agasha si mette in mezzo sperando di tranquillizzarlo e facendogli vedere un ritratto di Kyoshi, il quale da in lui una reazione quasi rabbiosa, di certo non di indifferenza, fin quando…

…Isamu è colpito da uno spettro alle spalle, il Moccioso si lancia alla gola di Agasha (senza successo), il Bayushi prova a staccare un braccio allo Spettro (ma allo Spettro fotte sega, bastardo), dopo altre due spadate di Isamu e dello stesso Bayushi lo Spettro è andato, intanto Agasha, la guardia del corpo di Masaru e nuovamente Isamu circondano il moccioso, provano a fermarlo senza successo, fin quando Agasha non gli da due frustate-de-foco sul muso, quietandolo finalmente… intanto arrivano Garou (ma si legge Garò) e Kuniyori, questi lancia un qualcosa di giada che fa soffrire una mina il Moccioso e Isamu lo trafigge.

Il tutto è durato un attimo, oggettivamente. Il Bayushi si stava ancora beando del suo successo (e dell’essere vivo, senza manco uno straccio di ashigaru addosso), Agasha non ha fatto in tempo a dire “beh”, Kuniyori aveva apena castato, Garou (ma si legge Garò) stava limonando con la guardia di Masaru e… SLASH.

Addio moccioso demoniaco fonte di informazioni.

Dopo, solo la furia di Agasha che accusa tutti di uccidere la gente a muzza.

Tsk, il Bayushi non comprende… lui non ha mai ucciso nessuno!!! Lui… uhuhuh.

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Come commissionare un comune del Rokugan.

Avevamo lasciato i Nostri a fronteggiare la minaccia rappresentata da Kyoshi (e non Eiji), con tanto di accoppamento del suo infantile corpo.

Innanzitutto l’Evento della serata: Garou muta magicamente in Ciro! Una trasformazione incredibile, tutti rimangono attoniti e si chiedono come possa essere riuscito a imbastire un così bel trucco di magia.

Comunque, dicevamo: i nostri fanno trascinare il cadavere da due Ashigaru fino alla buca con sotto le mostruosissime uova e, appena si guadagnano l’accesso, vanno a chiamare il Magistrato.

Questi vuole scendere a dare un’occhiata e decide (forse finalmente un’idea giusta) di dare tutto alle fiamme ma, disgraziatamente, decide anche di distruggere il corpicino del povero infante al quale potrebbe essere legato il malevolo spirito dello Stronzo (Kyoshi e non Eiji, per la cronaca). Il Bayushi prova ad opporvisi senza successo (anche perché ha scoperto nel mentre che invece di fare affidamento alla sua Intelligence sarebbe stato giusto usare la sua Awarness :P ) facendo notare come il corpo del bambino rappresenti al momento una sorta di prigione per lo spirito di Kyoshi (e non Eiji), fin quando per lo meno Agasha riesce a convincerlo sulla necessità di effettuare per lo meno un esorcismo sul corpo. Questo, manco a dirlo, riesce perfettamente (la nostra Agasha è un’esorcista nata) e Toritaka dice di non sentire più lo spirito dello stronzo aleggiare attorno a loro… dopodiché il corpicino viene dato alle fiamme.

Intanto, il giorno dopo…

Ciro continua ad indagare sulle voci riguardanti al vestito commissionato ad uno dei sarti cittadini, prima però va al bordello (DI MATTINA, vorrei far notare, stadio terminale proprio, Ciro manco fa più prendere il cappuccino in santa pace alle baldracche ormai).

Intanto il Bayushi comprende (complice un fiore di crisantemo come monito) di essersi in qualche modo esposto troppo e l’unica mossa rischiosa da lui fatta è stato proprio ordinare quell’abito… dato che far sparire il sarto sarebbe troppo rischioso (per ora, per lo meno) e certamente sospetto, decide di agire in modo da crearsi un vergognoso alibi erotico per quell’ordine così ben remunerato, prendendo molti altri vestiti e dirigendosi subito dopo al bordello per mettere il tutto in pratica… tra l’altro ora sa perfettamente che qualcuno di palazzo sta indagando a riguardo, dato che ha visto arrivare degli Ashigaru per prelevare il sarto, inoltre deve essere per forza qualcuno di non troppo “importante” dato che hanno lasciato a lui la precedenza nei suoi affari… comunque chiunque scoprirà il gioco erotico si accontenterà del fatto che tutta quella segretezza ha una valida giustificazione.

Agasha va a discorrere con gente a random nella speranza di far sì che il Monaco Innamorato non venga giustiziato (cosa che poi avviene regolarmente), Isamu cazzeggia un po’, la Camomilla fa schifo (ma schifissimo) e Ciro e il Bayushi tornando a Palazzo, il tutto per riunirsi e decidere il da farsi, soprattutto per quanto riguarda la posizione del Magistrato, sempre più dubbia e nebulosa… comunque pare inevitabile dover tornare (prima o poi) al Cimitero, Kyoshi (e non Eiji) con ogni probabilità è tornato alla sua tomba e lì vi è sicuramente rimasto imprigionato, i Nostri sanno che il dargli la pace va al di là delle loro capacità e pensano a come potrebbero chiedere aiuto (e soprattutto a chi), sperando che la notte porti loro consiglio.

Invece, guarda caso, porta ancora incubi… in questo, in particolare, Kyoshi (e non Eiji) pare imprigionato dagli spettri contro cui i Nostri han combattuto la volta che si eran lancia in spedizione al cimitero, all’apparenza dei monaci…

Ma è ovvio che la situazione sia troppo pericolosa così com’è…

Cosa succederà ora? Ci sarà un inaspettato risvolto politico? Oppure si avvicina l’ecatombe?

Sono state promesse sorprese…

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Nessuno è amico di nessuno qui!

…siam mica ad affilare le wakisashi con le pinzette da unghie! Questo è MMMUSHA SHUGYO!!!

Dopo la pausa estiva torniamo alla nostra solita rubrica del “dove eravamo rimasti”, con un tentativo di recuperare le fila di giocate sempre più caotiche e all’insegna del vaffanculismo (ed è così che mi piace! >:-D ).

Riassunto delle puntate precedenti: avevamo lasciato i nostri bushemi (in verità sempre meno bushi e sempre più scemi dato che l’unico bushi conclamato rimasto è un pizzaiolo napoletano di dubbia re

ttitudine morale) a decidere se partecipare al massac… ehm… epica battaglia assolutamente non decisa in partenza che avrebbe colpito il povero villaggio che tanto avevano faticato per proteggere dalla minaccia del Signore delle Mosche. La morte di Isamu porta consiglio al gruppo che decide di sfruttare abilmente il Musha Shugyo e un vago senso del dovere nei confronti del Signore che aveva affidato loro la missione e scappare a gambe levate da morte certa, d’altronde un Musha Shugyo non è tale se non implica per lo meno una rocambolesca fuga ben mascherata ogni tanto.

Dunque, Gin, Agasha e Ciro partono in allegria verso le terre dell’unicorno, dipartendosi dal buon Garou. Intanto Ciro ha evidentemente visto Braveheart ed è rimasto flippato dall’irlandese che parla con l’Onnipotente, dato che comincia a berciare sul fatto che quei territori siano le sue terre (“E’ la miiia isola!”). Tra l’altro, sempre Ciro, decide di rapire una bambina, cosa che gli viene abilmente negata dal Bayushi con la collaborazione di Agasha.

Intanto si unisce al gruppo uno strano monaco tutto tatuato (secondo il Bayushi l’è un drugà) che ha i pugni nelle mani, ma durerà poco, ve lo dico subito.

Il nostro variopinto gruppetto se la parte e si mette in viaggio. Ad un certo punto (incuranti di incendi, stupri e teste infilzate su delle picche che si stanno lasciando alle spalle) incontrano un guado, tenuto da un certo pezzetto di gnocca. Al Bayushi la roba puzza, ma dato che è scemo è convinto si tratti di un’appartenente al suo ordine (i minchia) quando in realtà si scoprirà presto la sua vera natura. Ebbene, questa tizia è uno spirito, una volpe grigia per la precisione, e ha l’arrapao verso il monaco tutto tatuato (e il monaco tutto tatuato di certo non dice di no).

Ciro a questo punto decide di incavolarsi senza motivo con tutto e tutti, fa l’offeso e decide di cavalcare lontano, prima un po’ avanti, poi un po’ indietro. Mentre è indietro (sempre in ritardo Ciro) Agasha subodora un’imboscata e si tuffa nel terreno, Bayushi finge una crisi isterica e si trasforma in Battomaru, il monaco e la volpe rimangono lì, nascosti ma non nascosti dietro un tronco d’albero, direi praticamente appoggiati all’albero a lato del sentiero, sperando di non dare nell’occhio.

Danno nell’occhio.

Agasha nota il gruppo di banditi ma un po’ se ne frega, Battomaru saprà saltare sugli alberi ma è cieco e sordo peggio di Mr Magoo. Ciro è in ritardo.

Morale della favola il Monaco e la Volpe vengono tampati tempo zero e cominciano la fuga.

Dopo poco Battomaru e Agasha arrivano ad un villaggio assaltato dai banditi precedentemente (Battomaru intanto torna Gin), trovano e liberano un gruppo di donne superstiti rinchiuse in un fienile, poi tornano indietro per vedere il da farsi.

Intanto Ciro torna, vede che il Monaco e la Volpe sono in difficoltà e decide che quello è proprio il momento giusto per allenare il suo cavallo nell’arte del Dressage, non sentendosi comunque in colpa della morte del Monaco, l’allenamento quotidiano è determinante per poter vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi del Rokugan.

Il Monaco muore dopo una strenua difesa, la Volpe fugge, poco dopo arrivano Agasha e Battomaru (sì intanto si era cambiato di nuovo), Battomaru viene tampato in pieno da Agasha che però, al momento, tiene il segreto, Ciro ci prova con tutte le sue forze ma non riesce a riconoscerlo manco fosse Lois Lane che non capisce che il gigantesco sfigato con un petto largo come un camion con gli occhiali che ha per collega sia Superman, i tre vendicano il Monaco.

Vengono a scoprire che il Monaco aveva qualcuno che lo odiava e che lo voleva morto… talmente morto da, per sfregio, punirlo con anche un incendio e uno stupro di massa verso un villaggio di cui non gli importava un fico secco. Troppo Badass.

Comunque: cosa faranno ora i Nostri? Vorranno scoprirne di più sul passato del Monaco che li ha accompagnati per un paio di giorni o continueranno per il loro cammino per le terre dell’Unicorno? Agasha manterrà il segreto? Gin correrà il rischio di fidarsi? Ciro riuscirà a vincere l’Oro Olimpico nel Dressage?

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Parenti serpenti...?

Avevamo lasciato l’ultima volta i nostri bushemi ridotti(ssimi) di numero a piangere l’ennesima perdita.

Il povero monaco senza quasi nome si è lasciato alle spalle un paio di cadaveri e una morosa particolarmente inca**ata, tra l’altro inca**ata con il povero e incolpevole Gin Bayushi, che non manca di farle notare quanto siano le sue ovaie a parlare e non il suo cervello.

Cooomunque, archiviato in fretta questo intermezzo, i nostri scoprono che evidentemente i boschi delle terre dell’Unicorno sono decisamente affollati, e non da gnomi, fate, arcobaleni, felicità e zucchero filato come il loro nome potrebbe lasciar sperare, bensì da un nuovo compare che ci inciampa praticamente addosso.

E che compagno.

Magari sarà anche gnocco eh, ma è bianco cadaverico e si muove portandosi dietro una negatività che manco Marco Masini quando canta, roba che i gatti si strappano i maroni a unghiate quando lo vedono, gli specchi si ricompongono e le scale si spostano da sole, insomma, porta visibilmente una sfiga fottuta secondo il nostro trio di sopravvissuti, che lo evitano tentando di non darlo a vedere in ogni modo. E peggio che mai, ci annuncia che sta arrivando anche suo cuggino (più o meno).

Sta arrivando…? Sta arrivando…? E dove cavolo era? Che stava facendo? Perché era rimasto indietro?

Improvvisamente meravigliati da tutta questa serie di avvenimenti assolutamente inesplicabili e in attesa dell’arrivo del cuggino (più o meno, lontano parente, direi) che dopo poco arriva, i nostri si rimettono in viaggio.

Al ché, finalmente, si arriva alla sorpresona della giornata: a quanto pare il Daimyo delle Terre dell’Unicorno ha organizzato un torneo per gggiovini samurai in cui i contendenti dovranno dar mostra delle loro abilità come bushi a tutto tondo, quindi non solo menar le mani, ma anche calligrafia, poesia, barzellette sconce (soprattutto barzellette sconce), origami, lego, sasso-carta-forbice, prova di velocità nel cambiare la ruota di scorta ad un cavallo, interrogazione sulla formazione titolare di calcio nella finale fra New Team e Muppet.

Insomma, le basi di conoscenza per ogni samurai.

Prima sfida, una cosa che non si è mai vista prima.

Haiku.

Ed è subito sera.

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Azian ics ics ics e...bukkake!

La nostra compagine di bushemi si è in qualche modo rimpinguata di due elementi, il bianchiccio e porta sfiga Katsu Doji e il raccomandato pieno di conoscenze Mangetsu Doji, cugini di secondo grado da parte di madre, di terzo grado da parte di padre (in antica lingua Doji vuol dire "colui che si inchiappetta suo cugino, la dimostrazione di cotanta consaguineità sta evidentemente nell’albinismo di Katsu, è scienza e non potete battere il vostro narratore sulla scienza).

Ci troviamo al Castello Utakushiru nelle terre dell’Unicorno (voglio ricordare: niente folletti e arcobaleni, solo prati, prati e ancora prati, merda di cavallo e soprattutto tanta malaria) e qui si sta radunando una considerevole compagine di bushi per partecipare al Torneo del Drago Celeste qualcosa sarcazzo, principalmente Unicorni ma anche una discreta delegazione delle famiglie principali (tranne le Mantidi, che a quanto pare hanno glissato con un “è troppo lontano e lunedì lavoro io, che cazzo”). I Nostri fanno un giro di saluti, dopodiché Sachiko e Gin si ricordano che c’era anche da andare a parlare al Daimyo per riferirgli della situazione del Villaggio nelle terre della Libellula (quello ora teatro di carneficine e stupri di massa, ricordate? Quello da cui i Nostri sono ingloriosamente fuggiti con una scusaccia) e si presentano al suo cospetto.

E qui avviene un miracolo di leccaculismo.

Il kami dietro a Gin (io qui medesimo) si ricorda che senza un cazzo di regalo saremmo stati presi a pirlate in faccia per l’eternità a seguire, viene riciclato il solito Origami che ci portiamo dietro da x-mila anni, cosa che evidentemente fa da rigger per qualche ricordo d’infanzia del Daimyo che si commuove estremamente e decide di diventare extradisponibile nei confrontri di Gin e Sachiko.

Soprattutto nei confronti di Sachiko: tiro, 60, taaac, tutti a casa, amica della famiglia per l’eternità, extra boost di fama.

I due riferiscono, mettono un po’ nei casini la famiglia del Magistrato (per grande godimento di Gin) e poi ottengono ciò per cui erano venuti.

Tenda privata con ringhio sommesso di cane in sottofondo per tutta la durata del viaggio.

Perché sì, si parte tutti insieme e ci si accampa in tenda.

E quando ci sono campeggi ci sono ciulate. Grandissime ciulate.

In particolare chi pare abbastanza incline a cedere ai richiami della carne è il nostro Katsu, che ricordiamo essere sì inquietante come Crisantemi ne L’Allenatore nel Pallone, ma anche particolarmente gnocco.

Così comincia un rituale standardizzato tipicamente giapponese che si articolare in una prima parte in cui si fa i guardoni, poi si scrive una lettera semi-minatoria, e poi ci si infila per effettuare tipo un mezzo stupro.

Katsu sceglie la preda: una Matsu del Leone (ottima scelta, ti staccherà le palle, probabilmente). Nel primo tentativo viene cassato, al secondo finalmente ce la fa con ovazione del pubblico.

La mattina dopo mentre lui si bea con sé stesso della cosa arriva un losco figuro a cercarlo.

Mangetsu invece continua a tessere le sue trame sociali (insomma, va in giro a salutare tutti).

Intanto Ciro è in una tenda malato (l’avevo detto che c’era la malaria all’inizio).

Riuscirà Katsu a non farsi evirare? Mangetsu troverà qualche nuovo amico? Gin e Sachiko riusciranno a mettere a freno le incontrollate voci che li danno come avvinghiati e rotolanti nella loro tenda? Ciro guarirà?

Ma soprattutto: ci arriveranno a questo torneo?

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