Il Signore delle Mosche. Vol II

Siamo campioni del mondo!!

Signore e signori, direi che abbiamo finalmente il ritorno del narratore!

Ebbene, dove eravamo rimasti?

Ah, già! Un cadavere e una competizione da concludere!

Ebbene, complici i neuroni persi a Capodanno… non saprei dirvi, innanzitutto, chi ha vinto per davvero la competizione! Posso solo dirvi che ricordo che un disperato Gin e un tronfio Mangetsu fossero arrivati quasi alla pari (nonostante Gin avesse fatto di tutto per perdere, questo per farvi capire quanto Gin sia “awesome”, citando un famoso telefilm).

Cooomunque: i ricordi che ho è che Gin abbia fatto l’imbecille al banchetto per la fine del torneo e che se la fosse cavata lasciando a Mangetsu l’onere, ma non ne sono affatto sicuro. Ciro inoltre deve aver trovato qualche altro sistema per rendersi ricidolo e Sachiko deve averla data a qualcuno, mentre sicuramente gli altri ospiti si grattavano rumorosamente al passaggio di Katsu.

E il cadavere? Fottesega, più o meno… il tipo dagli occhi di giada l’ha tirata un po’ su sul fatto che il gruppo di bushemi non era al campo (compreso il povero Gin), quando questi erano in realtà alla ricerca di tracce (trovando piste che porterebbero ad una zona di “competenza” del clan del Ragno).

Comunque al momento è tutto in stand-by.

Mentre oscure nubi si addensano all’orizzonte (nella mente del Cucco, uahahahahah…).

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"E' stato il signor Midori con la katana nella sala del tè!"

Avevamo lasciato i nostri bushemi alle prese con l’ennesima situazione alla Cluedo, un corpo ritrovato, notizie che corrono velocissime per il campo, tutti che sanno ma che fanno finta di non sapere.

Sachiko e Gin si muovono, la prima trova varie informazioni (fra cui l’identità della vittima e le modalità dell’omicidio, ricordiamo che il principale indiziato è il Sacerdote della Dea Kalima in Indiana Jones e il Tempio Maledetto, anche se io non escluderei Shortie), il secondo si apposta al di fuori di una tenda e attende.

E attende. Sotto la pioggia. Per un lunghissimo, lunghissimo tempo.

La prossima volta che sentirete starnutire nell’ombra saprete chi vi sta per infilare una lama fra le chiappe.

Comunque: mentre Sachiko e Gin si rendono utili, Mangetsu va alla ricerca della sua amata che puzza di cavallo non trovandola.

“Chissà perché” si chiede lui.

Buahah.

Comunque, mentre i precedenti individui sono impegnati in faccende di una certa importanza relativa, la premiata compagine imbecilli del Rokugan, l’Armata Fancazzo, i Boss della Minchionaggine, insomma, Ciro-Katsu-Ichihara giocano a carte, ad un antichissimo gioco della gente di Ciro.

La scopa.

Solo che, disdetta, gli manca il quarto! Sia mai che Ciro dissacri l’antica disciplina della Scopa giocando solo in tre!

Trovano dunque una vittima sacrificale, uno Shugenja della Fenice, al quale tolgono anche le mutande, fin quando non decidono di allontanarsi verso un non ben precisato luogo facendo un casino della madonna.

Gin, che è ancora appostato e ogni volta che passa una guardia senza tampinarlo si fa scappare un “Ma vai, ma vieni, ma chi sono, ciupa”, li sente da lontano, ma è subito richiamato all’ordine nel vedere chi esce dalla tenda ove si parlava del truculento ammazzamento della tipa che si era ingroppato Mangetsu.

E’ il Kuni-occhi-di-giada.

Gin ovviamente non può resistere alla tentazione di un’entrata a effetto, e giustamente si lancia nel tipico numero del “lo lascio avanzare di tre passi e poi comincio a parlare rivelando la mia presenza, sotomayor!!!”, questo riesce a mantenere il contegno, Gin gli accenna alla brutta esperienza al villaggio della Libellula e lo invita alla sua tenda per conferire con i sopravvissuti di quell’esperienza, cioè lui, Sachiko e Ciro.

Mentre rimugina di quanto potesse essere rischioso invitare Ciro con un tipo così eccentrico (Ciro sarebbe in grado di fare battute su qualunque cosa, figurarsi su uno con degli occhi che stanno palesemente per cadere) si dirige verso la tenda.

Qui rischia di trovare Sachiko ancora con una gamba a levante e l’altra a ponente (ci ha preso gusto la ragazza), ma alla fine le dice tutto e attendono il Kuni-occhi-di-giada (che fa anche un po’ schifo secondo me).

Questi si presenta con in allegato (oltre che Ciro) Mangetsu, Katsu e Ichihara, cominciando a blaterare riguardo al fatto che Katsu sarebbe sospettato in quanto diverso.

Lui, quello con gli occhi che sembrano due palle sonanti tipo quelle che ti regalano al ristorante cinese.

Mentre Gin non resiste alla tentazione di offendersi e fargli notare la cosa, si viene a delinerare la linea dell’accampamento.

Fare finta di nulla fin quando non arriverà chi sarà in grado di far fronte alla situazione.

Non so voi, ma a me questo Rokugan sembra sempre più la giunta regionale lombarda.

Comunque, il giorno dopo, pizze in faccia.

Ciro è convinto che trattandosi di pizze stavolta partirà favorito.

Povero Ciro.

Che succederà all’accampamento ora? Mangetsu supererà il dolore della perdita o si evirerà per esserle fedele in eterno? Sachiko si slogherà le anche? Gin avrà preso il raffreddore? Katsu verrà messo al rogo solo perché pallidino? Ichihara avrà imparato per bene le antiche regole della scopa?

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Tu che mi hai preso il cuor...!

La competizione si fa sempre più serrata, i nostri bushi stanno per passare alle competizioni più “sostanziose” ma prima…

La prova di Arte Mista!!! Sì, ok, l’ultimissima formalità prima di vedere un po’ di azione, promesso.

Al primo posto si qualifica Mangetsu, il quale ci presenta una composizione floreale Ikebana di proporzioni bibliche, una riproduzione in scala 1:40 del palazzo dell’Imperatrice, mostrando anche una certa spocchiosità nel lamentarsi della guglia est, secondo lui venuta in modo non abbastanza armonioso; al secondo posto Akido Tadamaru, seguito a ruota dallo Shugenja del Leone, un Sapiente della Fenice e un Cortigiano del Granchio. Gin è solo sesto. Sì, sesto in extremis. Ora è decisamente personale (mio caro Cortigiano del Granchio!).

La giornata si conclude in questo modo, con nuovi odi e tutti i bushi diversamente estasiati per le creazioni altrui (nessuno che abbia fatto il decoupage… delusione).

Intanto continua a impazzare il gioco dell’ammore, e anche Sachiko sta per cedere (finalmente) al Capo delle Guardie dell’Unicorno, deve solo ovviare all’ultimo ostacolo… Gin. Infatti Gin pretende di essere il solo a strombazzare sotto la sua tenda (che ricordiamo, è tale solo per merito di Sachiko) e ha creato appositamente una “no love rule”, per cui o il sesso è giustamente pagato (e dichiarato a fine anno come uscite professionali nel 740) oppure nisba.

Si passa alla prova del giorno dopo, prova doppia di Atletica e Equitazione. Nella prova di Atletica (un percorso da marine, per intenderci) primeggia Otaku Taiko, che come agil furetto si districa fra le fresche frasche, arrivando per prima seguita da Akodo Kenshi per poi vedere arrivare un inviperitissimo Gin Bayushi con subito dopo Mangetsu e Miruboto Tobu.

Il pomeriggio si va tutti a cavalcare… tutti tranne Gin, che odia ogni bestia, le quali ricambiano abbondantemente.

E voi direte: ma è l’occasione di Ciro! E invece no! Ciro infatti è nuovamente malato (eh, le ricadute sono una roba da non sottovalutare) e quindi è costretto a dare forfait per l’ennesima prova e continuare a fare una figuraccia. Esattamente come Mangetsu e Gin sono fra le primissime posizioni Ciro è di gran lunga il peggior samurai mai visto nella storia del torneo del sarcazzo celeste. A dir poco terribile.

Si passa poi alla prova di Arco e qui c’è un piccolo dramma.

Qualcuno mi ha inculato il foglio dove tenevo i risultati, fatelo comparire se no rischian di essere cassi.

Ebbene, in questa prova ha comunque vinto Gin con una freccia patriot, anche Sachiko si è ben piazzata (terza mi pare eh), gli altri più o meno cicca.

Mentre anche questa giornata volge finalmente al termine ci si appresta alla difficilissima prova di caccia a squadre che verrà spalmata su più giorni.

Gin riesce molto meschinamente ad ottenere l’aiuto (come quinto) dell’Arciere della Mantide, Ichihara, rubandolo al compagno dello Scorpione alleato coi Draghi (ma il tutto in modo molto onorevole, più o meno). Una mattina, svegliandosi di buona lena per partire ad un’esplorazione con il redivivo Ciro, sente però un rumore arrivare dalla parte di tenda di Sachiko… dato che oltre che Battomaru è anche un po’ Spiderman e a volte c’ha i sensi di ragno, irrompe nella metà tenda di Sachiko (che tra l’altro era ignuda), ignora l’ignudità di Sachiko (Tiffany era ancora di là, ovviamente, e se vi chiedete chi sia Tiffany pensate solo a quanto costerebbe a voi banali contadini) e si lancia in calcio volante contro l’aggressore… che si rivela essere (ma che caso) proprio il capo delle guardie dell’Unicorno che stava facendo il guardone. Al ché lo stesso, evidentemente avvezzo ad essere tampinato in quel genere di attività, si inventa una terribile scusa a cui però pare che credano tutti, per la rabbia del povero Gin.

Ora sì che è personale, ci cago su quello stendardo unicornesco, ma prima devo vincerlo per poterci cagare sopra.

Ehm ehm, comunque.

Si parte finalmente per questa battuta di caccia, si è tutti più o meno felici per la scampagnata ma… comincia a piovere. Tanto. E per due giorni di fila.

Mentre Ciro è preoccupato per la sua salute (una terza ricaduta rischierebbe di essere fatale) i nostri trovano delle gran belle tracce (nonostante tutto) che li portano ad una caverna con dentro un orso.

Un orso bello grosso, tra l’altro.

Con grandissimo senso della tattica i nostri si buttano a capofitto contro l’orso per abbatterlo a spadate, Mangetsu viene colpito ma miracolosamente si fa solo un graffio, Gin scompare, tutti danno il loro contributo, fino a quando una freccia indirizzata al testone della bestia da parte di Gin gli da il colpo di grazia.

Parte una maturissima discussione su come portare indietro la carcassa, con Gin che ci da un taglio (in tutti i sensi) e decide che si porterà solo la testa macellata dallo stesso.

I nostri tornano per primi al campo, la bestia fa sì che possano meritarsi dei gran complimenti e parole di elogio, tutto sembra andare bene fino a quando…

Nel bel mezzo della cena arriva il delitto!

No dai davvero, è la versione samurai della cena con delitto, morale della favola trovano la tipa dell’Unicorno che si stava facendo Mangetsu morta e con il cuore strappato.

A prima vista direi che non si tratta di un incidente di caccia, non vi pare?

Chi sarà ad aver ucciso la povera donnina che puzzava di cavallo? Mangetsu supererà il lutto? Ciro alla fine morirà di tisi? Sachiko ha perso la verginità? Katsu è davvero quello che porta più sfiga in famiglia (alla luce dei fatti direi di no)? Gin vorrà davvero vincere questo stupidissimo torneo?

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Anata no mama wa, totemo futotte iru...!
(Traduzione di "Your mama is so fat...!" secondo google translate).

Il torneo è ormai ufficialmente cominciato, i samurai sono chiamati a mostrare quanto non siano solo scoregge, rutti, sangue, viulenza e sesso mercenario

Secondo giorno (e terzo, e quarto, e quinto): la prova di musica.

Sì, lo so cosa state pensando, fra poco sembrerà più Miss America che il torneo del sarcazzo dragone celeste, ma ai nobili piace tanto mettere in ridicolo i propri samurai, evidentemente, tipo un concorso simpatia per cagnolini, non so se mi spiego.

Coooomunque: in questa prova seguitissima il Gin primeggia di gran lunga nonostante abbia dovuto chiedere in prestito dei tamburi, trovando anche grancassa, doppio pedale, un set di tamburi mica da ridere e una caterva di piatti… e il Rokugan si tinse delle luccicanti sfumature del Metallo. Al secondo posto il buon Mangetsu, seguiti a ruota dal Bushi della Fenice, lo Shugenja (forse) del Leone e un Cortigiano del Granchio. Appena fuori dalle posizioni che contano Sachiko e Ciro.

Da notare l’aggiunta di un nuovo concorrente, del clan minore della Vespa ormai diventato una famiglia della Mantide, un Arciere, tale Ichihara Tsuruchi (il quale non aveva brillato durante la prova di musica).

La sera viene organizzato un ricevimento in onore del nuovo arrivato, o meglio, questo è quello che lui crede che sia, dato che in realtà si trasformerà in un’interrogatorio pubblico atto a sputtanarlo nel caso non trovasse una scusa plausibile.

La scusa non sarà assolutamente plausibile (Gin crede di aver sentito ad un certo punto “ho bucato un warabi e lo sapete all’Aci che stronzi che sono”) ma sarebbe stato sconveniente non credergli, quindi gli si crede in un modo o nell’altro.

Sachiko si presenta all’evento con il Bushi dell’Unicorno che le sta facendo il filo, ma Sachiko è un po’ una figa di legno, e il Bushi dell’Unicorno sta vorticosamente scendendo nella friend zone senza neppure rendersi conto, Mangetsu arriva con la tizia che ha già impalmato, Gin arriva da solo (sarebbe stato sconveniente presentarsi con le escort).

Ma dove sono Katsu e Ciro?

Ovviamente al party parallelo organizzato dallo stesso Katsu nella tenda comune in cui dorme con l’inconsapevole Mangetsu.

E mentre il party impazza, volano fiumi di sakè e si fa scempio dei giacigli di Mangetsu (che la mattina dopo lamenterà una certa viscosità nell’uscire dal futon), anche gli altri si uniscono dal party noiosissimo, e si tira fino al giorno dopo.

Giorno dopo: prova della nobile arte del “Your mama is so fat…!”.

32 bushi, eliminazione diretta, nessun limite al reciproco vilipendio (nei limiti imposti dal bushido, ok).

Al primo turno ovviamente esce l’inconsistente Ciro, non capendo che “lo dico alla mia mamma” non era esattamente un insulto.

Al secondo turno si passa tutti e si fa anche bella figura, eliminando qualche pezzo grosso.

Al terzo turno scontro fra Gin e Katsu vinto di misura da Gin (diciamocelo, per un pelo, l’errore è stato dire “e tu sei troppo… albino!”), Mangetsu che passa brillantemente e Sachiko e Ichihara che escono comunque con onore contro avversari decisamente preparati.

Alle semifinali Gin e Mangetsu fanno piangere i loro avversari, con tripudio della folla.

E in finale Mangetsu vince tranquillamente (Gin non ha imparato la lezione e ha giocato malamente la carte del “sei troppo cugino del tuo cugino troppo… albino!”).

Quindi, ricapitolando: nonostante i trombamenti vari ed eventuali, le sbronze, i salti mortali, i comportamenti borderline, per ora Mangetsu e Gin han fatto decisamente la loro porca figura, ottima anche Sachiko comunque sempre ben piazzata, Katsu nella media, Ciro disastroso, Ichihara ben piazzato nonostante il ritardo.

Riuscirà Mangetsu a continuare con la sua trionfale cavalcata nel mondo del buon comportamento del Rokugan? Quand’è che Gin comincerà a perdere volutamente giusto per evitare di farsi campanare in pieno da chicchessia e evitare una fastidiosissima scarpinata verso un luogo fastidiosissimo come la barriera (così schifosamente pieno di granchi)? Sachiko la darà via? Katsu smetterà di darlo via? Ciro avrà il suo threesome (o più semplicemente qualcuno che glielo smanetti al posto suo)? Ichihara si chiamerà davvero così o semplicemente mi ricordo male?

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Verba volant, pizelli manent.

Avevamo lasciato i bushemi impegnati nel vorticoso cerchio dell’arrapao meravigliao, pronti ad ingropparsi qualsiasi cosa capitasse loro vicino, cavalli compresi.

In qualche modo Katsu è riuscito a scamparla con il friend zonato del leone, Gin persevera nel suo rispetto per la professionalità femminile (insomma, va a mignotte), Agasha rimane un po’ delusa per l’assenza di proposte ammorose (ma è sicuramente colpa del master geloso), Mangetsu si fa nuovi amici (e credo che alla fine trombi pure lui) e, purtroppo, Ciro guarisce.

Sì, purtroppo.

Un infoiato quattordicenne (per di più sposato) in preda agli ormoni che si ridesta dopo un periodo di malattia in quella che è a tutti gli effetti una gita scolastica può portare solo problemi.

Infatti.

Ciro si fa spiegare alla bell’e meglio le regole del gioco ammoroso, fatto di caste spiate, masturbazioni nel buio, stalking tramite lettera e successivo stupro accondiscendente.

E nonostante le premesse riesce a rendere il tutto ancora più volgare e inappropriato.

Ebbene, nel tentativo di ovviare alla mancanza di essere riuscito a guadagnarsi il suo primo threesome, decide inspiegabilmente di mandare dei pizelli disegnati alle leonesse.

Sì, pizelli disegnati alle leonesse.

Sì, pizelli. Alle leonesse. Quelle mestruate 23 giorni su 28 e che per i restanti 5 vogliono solo snuff snuff.

Ovviamente Ciro come al solito mette nei casini sé stesso e un povero servitore, lo scavalatrine.

Sì, perché sto povero cristo nella speranza di togliersi dal casino venutosi a creare piuttosto si mette a scavar latrine.

Nel mentre i bushi continuano a prepararsi e ad allenarsi e, in tutto questo, forse anche Agasha trova l’ammore (seppur l’ammore in questione sembra più interessato solo ad una certa parte dell’ammore che alla sua interezza, per così dire).

Intanto imperversa la caccia al servitore per tutto l’accampamento.

Per fortuna di Ciro il primo ad arrivare allo scavalatrine è il buon Bayushi, che per quieto vivere taglia le mani e la gola al servitore (dopo averne estorto una confessione assolutamente “spontanea”) e, all’arrivo del leoni, racconta loro di voler portare in dono le empie mani che avevano commesso l’orrendo peccato nei loro confronti. Ok, noi sappiamo che è una cagata fatta per coprire Ciro e in fondo sé stesso (in fondo un po’ di diversivo è sempre gradito ad un ninja, ma senza esagerare), ma i leoni paiono cascarci.

Gin intanto cazzia Ciro che prova a cazziare Gin con tanto di insegnamento sul valore della vita umana, Sachiko e Mangetsu cazziano Katsu per altri motivi che ricordo un po’ meno, insomma, in questo clima di assoluta armonia si arriva alla prima prova della gara.

Calligrafia.

Evidentemente alla Barriera serve un casino scrivere sui muri degli insulti ai Ragni, e soprattutto scriverli bene.

Comunque, i nostri si difendono più che bene (tranne Ciro, che scrive praticamente “Di cos’ha e fatto il sache” tenendo il pennello con la narice) con l’exploit di Mangetsu secondo, Gin terzo e Sachiko quinta.

Riusciranno i nostri a mantenere se non addirittura a migliorare le loro posizioni? E Ciro riuscirà a non retrocedere e a guadagnarsi la salvezza?

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Azian ics ics ics e...bukkake!

La nostra compagine di bushemi si è in qualche modo rimpinguata di due elementi, il bianchiccio e porta sfiga Katsu Doji e il raccomandato pieno di conoscenze Mangetsu Doji, cugini di secondo grado da parte di madre, di terzo grado da parte di padre (in antica lingua Doji vuol dire "colui che si inchiappetta suo cugino, la dimostrazione di cotanta consaguineità sta evidentemente nell’albinismo di Katsu, è scienza e non potete battere il vostro narratore sulla scienza).

Ci troviamo al Castello Utakushiru nelle terre dell’Unicorno (voglio ricordare: niente folletti e arcobaleni, solo prati, prati e ancora prati, merda di cavallo e soprattutto tanta malaria) e qui si sta radunando una considerevole compagine di bushi per partecipare al Torneo del Drago Celeste qualcosa sarcazzo, principalmente Unicorni ma anche una discreta delegazione delle famiglie principali (tranne le Mantidi, che a quanto pare hanno glissato con un “è troppo lontano e lunedì lavoro io, che cazzo”). I Nostri fanno un giro di saluti, dopodiché Sachiko e Gin si ricordano che c’era anche da andare a parlare al Daimyo per riferirgli della situazione del Villaggio nelle terre della Libellula (quello ora teatro di carneficine e stupri di massa, ricordate? Quello da cui i Nostri sono ingloriosamente fuggiti con una scusaccia) e si presentano al suo cospetto.

E qui avviene un miracolo di leccaculismo.

Il kami dietro a Gin (io qui medesimo) si ricorda che senza un cazzo di regalo saremmo stati presi a pirlate in faccia per l’eternità a seguire, viene riciclato il solito Origami che ci portiamo dietro da x-mila anni, cosa che evidentemente fa da rigger per qualche ricordo d’infanzia del Daimyo che si commuove estremamente e decide di diventare extradisponibile nei confrontri di Gin e Sachiko.

Soprattutto nei confronti di Sachiko: tiro, 60, taaac, tutti a casa, amica della famiglia per l’eternità, extra boost di fama.

I due riferiscono, mettono un po’ nei casini la famiglia del Magistrato (per grande godimento di Gin) e poi ottengono ciò per cui erano venuti.

Tenda privata con ringhio sommesso di cane in sottofondo per tutta la durata del viaggio.

Perché sì, si parte tutti insieme e ci si accampa in tenda.

E quando ci sono campeggi ci sono ciulate. Grandissime ciulate.

In particolare chi pare abbastanza incline a cedere ai richiami della carne è il nostro Katsu, che ricordiamo essere sì inquietante come Crisantemi ne L’Allenatore nel Pallone, ma anche particolarmente gnocco.

Così comincia un rituale standardizzato tipicamente giapponese che si articolare in una prima parte in cui si fa i guardoni, poi si scrive una lettera semi-minatoria, e poi ci si infila per effettuare tipo un mezzo stupro.

Katsu sceglie la preda: una Matsu del Leone (ottima scelta, ti staccherà le palle, probabilmente). Nel primo tentativo viene cassato, al secondo finalmente ce la fa con ovazione del pubblico.

La mattina dopo mentre lui si bea con sé stesso della cosa arriva un losco figuro a cercarlo.

Mangetsu invece continua a tessere le sue trame sociali (insomma, va in giro a salutare tutti).

Intanto Ciro è in una tenda malato (l’avevo detto che c’era la malaria all’inizio).

Riuscirà Katsu a non farsi evirare? Mangetsu troverà qualche nuovo amico? Gin e Sachiko riusciranno a mettere a freno le incontrollate voci che li danno come avvinghiati e rotolanti nella loro tenda? Ciro guarirà?

Ma soprattutto: ci arriveranno a questo torneo?

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Parenti serpenti...?

Avevamo lasciato l’ultima volta i nostri bushemi ridotti(ssimi) di numero a piangere l’ennesima perdita.

Il povero monaco senza quasi nome si è lasciato alle spalle un paio di cadaveri e una morosa particolarmente inca**ata, tra l’altro inca**ata con il povero e incolpevole Gin Bayushi, che non manca di farle notare quanto siano le sue ovaie a parlare e non il suo cervello.

Cooomunque, archiviato in fretta questo intermezzo, i nostri scoprono che evidentemente i boschi delle terre dell’Unicorno sono decisamente affollati, e non da gnomi, fate, arcobaleni, felicità e zucchero filato come il loro nome potrebbe lasciar sperare, bensì da un nuovo compare che ci inciampa praticamente addosso.

E che compagno.

Magari sarà anche gnocco eh, ma è bianco cadaverico e si muove portandosi dietro una negatività che manco Marco Masini quando canta, roba che i gatti si strappano i maroni a unghiate quando lo vedono, gli specchi si ricompongono e le scale si spostano da sole, insomma, porta visibilmente una sfiga fottuta secondo il nostro trio di sopravvissuti, che lo evitano tentando di non darlo a vedere in ogni modo. E peggio che mai, ci annuncia che sta arrivando anche suo cuggino (più o meno).

Sta arrivando…? Sta arrivando…? E dove cavolo era? Che stava facendo? Perché era rimasto indietro?

Improvvisamente meravigliati da tutta questa serie di avvenimenti assolutamente inesplicabili e in attesa dell’arrivo del cuggino (più o meno, lontano parente, direi) che dopo poco arriva, i nostri si rimettono in viaggio.

Al ché, finalmente, si arriva alla sorpresona della giornata: a quanto pare il Daimyo delle Terre dell’Unicorno ha organizzato un torneo per gggiovini samurai in cui i contendenti dovranno dar mostra delle loro abilità come bushi a tutto tondo, quindi non solo menar le mani, ma anche calligrafia, poesia, barzellette sconce (soprattutto barzellette sconce), origami, lego, sasso-carta-forbice, prova di velocità nel cambiare la ruota di scorta ad un cavallo, interrogazione sulla formazione titolare di calcio nella finale fra New Team e Muppet.

Insomma, le basi di conoscenza per ogni samurai.

Prima sfida, una cosa che non si è mai vista prima.

Haiku.

Ed è subito sera.

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Nessuno è amico di nessuno qui!

…siam mica ad affilare le wakisashi con le pinzette da unghie! Questo è MMMUSHA SHUGYO!!!

Dopo la pausa estiva torniamo alla nostra solita rubrica del “dove eravamo rimasti”, con un tentativo di recuperare le fila di giocate sempre più caotiche e all’insegna del vaffanculismo (ed è così che mi piace! >:-D ).

Riassunto delle puntate precedenti: avevamo lasciato i nostri bushemi (in verità sempre meno bushi e sempre più scemi dato che l’unico bushi conclamato rimasto è un pizzaiolo napoletano di dubbia re

ttitudine morale) a decidere se partecipare al massac… ehm… epica battaglia assolutamente non decisa in partenza che avrebbe colpito il povero villaggio che tanto avevano faticato per proteggere dalla minaccia del Signore delle Mosche. La morte di Isamu porta consiglio al gruppo che decide di sfruttare abilmente il Musha Shugyo e un vago senso del dovere nei confronti del Signore che aveva affidato loro la missione e scappare a gambe levate da morte certa, d’altronde un Musha Shugyo non è tale se non implica per lo meno una rocambolesca fuga ben mascherata ogni tanto.

Dunque, Gin, Agasha e Ciro partono in allegria verso le terre dell’unicorno, dipartendosi dal buon Garou. Intanto Ciro ha evidentemente visto Braveheart ed è rimasto flippato dall’irlandese che parla con l’Onnipotente, dato che comincia a berciare sul fatto che quei territori siano le sue terre (“E’ la miiia isola!”). Tra l’altro, sempre Ciro, decide di rapire una bambina, cosa che gli viene abilmente negata dal Bayushi con la collaborazione di Agasha.

Intanto si unisce al gruppo uno strano monaco tutto tatuato (secondo il Bayushi l’è un drugà) che ha i pugni nelle mani, ma durerà poco, ve lo dico subito.

Il nostro variopinto gruppetto se la parte e si mette in viaggio. Ad un certo punto (incuranti di incendi, stupri e teste infilzate su delle picche che si stanno lasciando alle spalle) incontrano un guado, tenuto da un certo pezzetto di gnocca. Al Bayushi la roba puzza, ma dato che è scemo è convinto si tratti di un’appartenente al suo ordine (i minchia) quando in realtà si scoprirà presto la sua vera natura. Ebbene, questa tizia è uno spirito, una volpe grigia per la precisione, e ha l’arrapao verso il monaco tutto tatuato (e il monaco tutto tatuato di certo non dice di no).

Ciro a questo punto decide di incavolarsi senza motivo con tutto e tutti, fa l’offeso e decide di cavalcare lontano, prima un po’ avanti, poi un po’ indietro. Mentre è indietro (sempre in ritardo Ciro) Agasha subodora un’imboscata e si tuffa nel terreno, Bayushi finge una crisi isterica e si trasforma in Battomaru, il monaco e la volpe rimangono lì, nascosti ma non nascosti dietro un tronco d’albero, direi praticamente appoggiati all’albero a lato del sentiero, sperando di non dare nell’occhio.

Danno nell’occhio.

Agasha nota il gruppo di banditi ma un po’ se ne frega, Battomaru saprà saltare sugli alberi ma è cieco e sordo peggio di Mr Magoo. Ciro è in ritardo.

Morale della favola il Monaco e la Volpe vengono tampati tempo zero e cominciano la fuga.

Dopo poco Battomaru e Agasha arrivano ad un villaggio assaltato dai banditi precedentemente (Battomaru intanto torna Gin), trovano e liberano un gruppo di donne superstiti rinchiuse in un fienile, poi tornano indietro per vedere il da farsi.

Intanto Ciro torna, vede che il Monaco e la Volpe sono in difficoltà e decide che quello è proprio il momento giusto per allenare il suo cavallo nell’arte del Dressage, non sentendosi comunque in colpa della morte del Monaco, l’allenamento quotidiano è determinante per poter vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi del Rokugan.

Il Monaco muore dopo una strenua difesa, la Volpe fugge, poco dopo arrivano Agasha e Battomaru (sì intanto si era cambiato di nuovo), Battomaru viene tampato in pieno da Agasha che però, al momento, tiene il segreto, Ciro ci prova con tutte le sue forze ma non riesce a riconoscerlo manco fosse Lois Lane che non capisce che il gigantesco sfigato con un petto largo come un camion con gli occhiali che ha per collega sia Superman, i tre vendicano il Monaco.

Vengono a scoprire che il Monaco aveva qualcuno che lo odiava e che lo voleva morto… talmente morto da, per sfregio, punirlo con anche un incendio e uno stupro di massa verso un villaggio di cui non gli importava un fico secco. Troppo Badass.

Comunque: cosa faranno ora i Nostri? Vorranno scoprirne di più sul passato del Monaco che li ha accompagnati per un paio di giorni o continueranno per il loro cammino per le terre dell’Unicorno? Agasha manterrà il segreto? Gin correrà il rischio di fidarsi? Ciro riuscirà a vincere l’Oro Olimpico nel Dressage?

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Come commissionare un comune del Rokugan.

Avevamo lasciato i Nostri a fronteggiare la minaccia rappresentata da Kyoshi (e non Eiji), con tanto di accoppamento del suo infantile corpo.

Innanzitutto l’Evento della serata: Garou muta magicamente in Ciro! Una trasformazione incredibile, tutti rimangono attoniti e si chiedono come possa essere riuscito a imbastire un così bel trucco di magia.

Comunque, dicevamo: i nostri fanno trascinare il cadavere da due Ashigaru fino alla buca con sotto le mostruosissime uova e, appena si guadagnano l’accesso, vanno a chiamare il Magistrato.

Questi vuole scendere a dare un’occhiata e decide (forse finalmente un’idea giusta) di dare tutto alle fiamme ma, disgraziatamente, decide anche di distruggere il corpicino del povero infante al quale potrebbe essere legato il malevolo spirito dello Stronzo (Kyoshi e non Eiji, per la cronaca). Il Bayushi prova ad opporvisi senza successo (anche perché ha scoperto nel mentre che invece di fare affidamento alla sua Intelligence sarebbe stato giusto usare la sua Awarness :P ) facendo notare come il corpo del bambino rappresenti al momento una sorta di prigione per lo spirito di Kyoshi (e non Eiji), fin quando per lo meno Agasha riesce a convincerlo sulla necessità di effettuare per lo meno un esorcismo sul corpo. Questo, manco a dirlo, riesce perfettamente (la nostra Agasha è un’esorcista nata) e Toritaka dice di non sentire più lo spirito dello stronzo aleggiare attorno a loro… dopodiché il corpicino viene dato alle fiamme.

Intanto, il giorno dopo…

Ciro continua ad indagare sulle voci riguardanti al vestito commissionato ad uno dei sarti cittadini, prima però va al bordello (DI MATTINA, vorrei far notare, stadio terminale proprio, Ciro manco fa più prendere il cappuccino in santa pace alle baldracche ormai).

Intanto il Bayushi comprende (complice un fiore di crisantemo come monito) di essersi in qualche modo esposto troppo e l’unica mossa rischiosa da lui fatta è stato proprio ordinare quell’abito… dato che far sparire il sarto sarebbe troppo rischioso (per ora, per lo meno) e certamente sospetto, decide di agire in modo da crearsi un vergognoso alibi erotico per quell’ordine così ben remunerato, prendendo molti altri vestiti e dirigendosi subito dopo al bordello per mettere il tutto in pratica… tra l’altro ora sa perfettamente che qualcuno di palazzo sta indagando a riguardo, dato che ha visto arrivare degli Ashigaru per prelevare il sarto, inoltre deve essere per forza qualcuno di non troppo “importante” dato che hanno lasciato a lui la precedenza nei suoi affari… comunque chiunque scoprirà il gioco erotico si accontenterà del fatto che tutta quella segretezza ha una valida giustificazione.

Agasha va a discorrere con gente a random nella speranza di far sì che il Monaco Innamorato non venga giustiziato (cosa che poi avviene regolarmente), Isamu cazzeggia un po’, la Camomilla fa schifo (ma schifissimo) e Ciro e il Bayushi tornando a Palazzo, il tutto per riunirsi e decidere il da farsi, soprattutto per quanto riguarda la posizione del Magistrato, sempre più dubbia e nebulosa… comunque pare inevitabile dover tornare (prima o poi) al Cimitero, Kyoshi (e non Eiji) con ogni probabilità è tornato alla sua tomba e lì vi è sicuramente rimasto imprigionato, i Nostri sanno che il dargli la pace va al di là delle loro capacità e pensano a come potrebbero chiedere aiuto (e soprattutto a chi), sperando che la notte porti loro consiglio.

Invece, guarda caso, porta ancora incubi… in questo, in particolare, Kyoshi (e non Eiji) pare imprigionato dagli spettri contro cui i Nostri han combattuto la volta che si eran lancia in spedizione al cimitero, all’apparenza dei monaci…

Ma è ovvio che la situazione sia troppo pericolosa così com’è…

Cosa succederà ora? Ci sarà un inaspettato risvolto politico? Oppure si avvicina l’ecatombe?

Sono state promesse sorprese…

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Kill it! Kill it with fire!

Riassunto delle parecchie puntate precedenti.

Avevamo lasciato i Buscemi a brancolare nel buio, ebbene, è passato un po’ di tempo ma in soldoni…

Hanno scoperto più o meno chi ha richiamato il cattivone di turno, questo è un monaco ed è pazzo.

In più sono stati scoperti gli shugenja hippie che gli avevano insegnato ad andare nel mondo del sogno.

Insomma, un po’ di roba sparsa… MA.

I cinque monaci sono morti, uccisi da Battomaru.

E questo è più o meno tutto quello che era successo nelle giocate precedenti prima dell’ultima, per il resto sono volati insulti, battutacce, minacce, insomma, normale amministrazione.

Ah, e ovviamente un incubo, ma anche per quello poco male.

E ora arriviamo al riassunto dell’ultima puntata precedente a questa.

I Nostri sono arrivati a quello che potrebbe essere il climax della loro disavventura… quello che potrebbe essere il Signore delle Mosche 2.0 (ora con ancora più Mosche) se la vaga bellamente nel corpo di un innocentissimo infante, il Monaco che potrebbe averlo richiamato al sicuro in una profondissima e umidissima prigione e, ancora una volta, con un bel pugno di mosche in mano.

Il prode e etereo Masaru (etereo in quanto un po’ c’è, un po’ no) suggerisce che Kyoshi potrebbe essersi infiltrato nel palazzo usando vecchi passaggi segreti dimenticati, quindi Agasha si tuffa letteralmente sottoterra facendo un sopralluogo, mentre gli altri danno un’occhiata in giro.

Tutti tranne Ciro che è tornato nel suo buio stanzino per riflettere su quanto sia l’esatto contrario di ciò che un bushi dovrebbe essere e il solito Garou (ma si pronuncia Garò) che preferisce farsi un paio di vasche in centro (il Mmmmmushashugyo!!! assomiglia sempre più all’Erasmus o sbaglio?) piuttosto che adempiere ai suoi compiti (qui vedrà un ammasso di giovincelli prendersi a spadate di legno per difendere il proprio stupidissimo onore annichilito dalla maestria di una assolutamente infallibile, affascinantissima e silenziosissima ombra assassina… sucate, ah!).

Agasha scopre una serie di cunicoli abbandonati e torna su a riferirne, subito dopo lei e il Bayushi richiedono urgente udienza al Magistrato per metterlo al corrente di tutto ciò, ricevendone un trattamento piuttosto ruvido e alquanto sospetto (di certo è entrato nella Batto-lista, cazzi suoi). Comunque sia ottengono il permesso di continuare a seguire un cunicolo in particolare che, si scopre, dare in una stanza qualche metro sotto un teatro e la stessa è piena di grosse e inquietanti uova (e nel Rokugan NON ci sono le Cockatrici, spero per lo meno).

Tornano a riferire al magistrato, questi si caca un po’ sotto ma propone in caso di portargliene qualcuna intera (sempre più sospetto) ma non necessariamente, quindi nel profondo della notte cominciano le opere di scavo, fino a quando…

… un fruscio nella notte, ma nulla sfugge ai vigili sensi dei nostri valorosi bushi, i quali si lanciano in un vorticoso inseguimento contro la misteriosa preda trovando…

…un tremante moccioso apparentemente innocuo.

Parte l’ovvio interrogatorio e il Bayushi capisce più che bene che il moccioso sta sparando una palla dietro l’altra manco fosse un comizio elettorale di Cetto Laqualunque, Agasha si mette in mezzo sperando di tranquillizzarlo e facendogli vedere un ritratto di Kyoshi, il quale da in lui una reazione quasi rabbiosa, di certo non di indifferenza, fin quando…

…Isamu è colpito da uno spettro alle spalle, il Moccioso si lancia alla gola di Agasha (senza successo), il Bayushi prova a staccare un braccio allo Spettro (ma allo Spettro fotte sega, bastardo), dopo altre due spadate di Isamu e dello stesso Bayushi lo Spettro è andato, intanto Agasha, la guardia del corpo di Masaru e nuovamente Isamu circondano il moccioso, provano a fermarlo senza successo, fin quando Agasha non gli da due frustate-de-foco sul muso, quietandolo finalmente… intanto arrivano Garou (ma si legge Garò) e Kuniyori, questi lancia un qualcosa di giada che fa soffrire una mina il Moccioso e Isamu lo trafigge.

Il tutto è durato un attimo, oggettivamente. Il Bayushi si stava ancora beando del suo successo (e dell’essere vivo, senza manco uno straccio di ashigaru addosso), Agasha non ha fatto in tempo a dire “beh”, Kuniyori aveva apena castato, Garou (ma si legge Garò) stava limonando con la guardia di Masaru e… SLASH.

Addio moccioso demoniaco fonte di informazioni.

Dopo, solo la furia di Agasha che accusa tutti di uccidere la gente a muzza.

Tsk, il Bayushi non comprende… lui non ha mai ucciso nessuno!!! Lui… uhuhuh.

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