Il Signore delle Mosche. Vol II

I sogni son desideri...di felicità.

Riassunto della puntata precedente: scende la notte (su di noi, come recitava un antico canto italico ben conosciuto dal napoletanissimo Ciro) e questa, come era ovvio, NON porta certo consiglio ai nostri buscemi… Garou torna dalla sua proiezione sinistrorsa e si trova il Gin Bayushi (inutile dirlo: anche a lui sta molto sulle balle), Isamu, Agasha, Ciro & c. che stanno discutendo sul da farsi per il giorno seguente. Dopo un interminabile chiacchiericcio (ai buscemi piace TANTISSIMO chiacchierare) Garou decide che il “MMMMUSHASHUGYO!!!” (marchio registrato dalla Grazioli inc.) non sarebbe tale se non si buttasse a capofitto in bocca al pericolo, quindi propone di andare al cimitero, provocando una atroce morte a lui e chiunque sia tanto pirla da seguirlo… Isamu ci metterà una intera notte a chiedersi se poteva essere tanto pirla da andare alla morte e la risposta, manco a dirlo, sarà un sonoro “SI’”.

Agasha e Ciro (questi con la scusa di dover proteggere Agasha, tsk, altro che il clan della Lepre) rimangono ad assistere all’interessantissimo censimento del Magistrato (ecco a cosa serve la sua carica).

Parlavamo però della notte… Garou va alla ricerca di onorevoli (pirla) compagni da portare alla morte insieme a lui, trovando in Takakazz… ehm… Toritaka un valido pir… ehm… compagno, oltre a due altri PNG a random del Master (anticipazione: anche loro odieranno Gin Bayushi, poverino, A ME sta simpatico, è solo un po’ incompreso, diciamo che fa fatica a farsi voler bene, ma ha avuto delle brutte esperienze da piccolo! Vorrei vedervi ad assistere al duplice omicidio di vostro padre e vostra madre appena fuori da un teatro!).

Intanto Gin sveste i suoi abituali panni da Bauscia per infilarsi in quelli di Battomaru, scivola con grandissima soddisfazione nella zona dei pescatori, trova l’anziano della comunità, discute amabilmente con lui, si becca una filippica di due ore su quanto i bushi li vessino (che palle), poi si infiltra nel palazzo direzione stanze della shugenja di corte, trova un bushi alla guardia, prova a intortarlo, non ci riesce e torna mesto mesto in camera (dopo essersi cambiato ovviamente). Insomma, ha fatto (e scoperto) un cazzo. No dai scherzo, c’è un ronin che da problemi in giro, in più vagano degli shugenja drugà che di certo suonano i bonghi in parco sempione.

La mattina dopo Agasha ha un intenso colloquio alle luci dell’alba con questo tizio affascinantissimo che assomiglia NON al Master (vorrei sottolinearlo) ma ad un suo amico, parlano di tantissime cose, ma il vostro amato narratore era già alla quarta birra ed era troppo impegnato a bighellonare (per la precisione infilare il concetto di “fellatio” in tutti i modi che la sua perversa e idiota mente ottenebrata dall’alcol poteva immaginare, credo che il passo finale sia stato urlare “POMPINO!” solo contando sull’ilarità del suono della parola stessa), mi pare di ricordare che ci fosse di mezzo il signore delle ombre, qualcuno di ricco, morte, sangue, non saprei dire altro.

Subito dopo la compagine parte verso la morte (alla fine non moriranno, non stavolta per lo meno) mentre Agasha e Ciro rimangono ad assistere al censimento di chi sa leggere e scrivere… inutile dire che Ciro si sia interessato soltanto alla signora Polso di Loto (seppur nei bassifondi il suo nome di battaglia fosse ben altro…) ma in qualche modo anche loro nasano la notizia del ronin cacciato a calci in culo dal bordello.

Gin in qualche maniera riesce a seguirli da lontano e vede come la compagine trovi sì una pista sospetta che conduce alle grotte dei minatori ma, non comprendendone il perché, questi “se ne sbattono” e puntano diretti al cimitero (non comprende il perché sempre per l’ubriachezza molesta del Kami guida del ninja).

Arrivati al cimitero succede l’inevitabile… i morti sono tutto attorno a loro, Isamu si becca una manata in gola, il morto viene in qualche modo eliminato chiamandone però altri mille, tutti scappano, Takakazzo no (non gli piace poi tanto vivere), Garou se la da a gambe levate urlando “Ma dove andate! Tornate indietro a combattere!” (il trucco più infido mai visto nella storia del bushido), Takakazzo viene posseduto (sai che novità essere posseduti), gli altri due resistono, prendono Toritaka, lo insalamano e se lo portano via, dritti verso il palazzo. I morti li seguono, urlacchiando un “Dov’èèèèèèèè” con fare molto spettrale (sticazzi).

In tutto questo Battomaru non fa niente.

A metà strada per il ritorno l’ubriachezza molesta del kami guida di Battomaru lo fa quasi cassare, ma nonostante l’idiozia riesce a evitare due frecce e a non essere visto comunque (restituendone anche una).

Arrivati finalmente dal magistrato portano Toritaka al cospetto di Agasha che stavolta non può nulla per esorcizzare il demone dentro di lui, ricompare Gin Bayushi attirandosi l’antipatia (manco a dirlo) di uno dei PNG che lo sfida a duello (ci si vede fra un anno e un giorno, pirletta)… alla fine il sogno che colpì i “nostri” al loro arrivo si sta? Toritaka potrebbe essere davvero irrimediabilmente corrotto… inoltre Kenpachi è morto proprio come succedeva nel sogno…

sono due coincidenze casuali?

Oppure un disegno ben preciso si sta delineando in modo sempre più inquietante?

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Il sindacalista rimpiangerà il fascita

Dove eravamo rimasti?

Il nostro gruppo di bushemi (non come lo Steve, sia ben chiaro) è tornato mogio mogio dal Magistrato trascinandosi la pesante carcassa del povero Kenpachi, morto perché il suo Kami guida si era totalmente dimenticato (da pirla, qual’è) di come il suo doversi comportare da imbecille fosse finalizzato al poter colpire aggratis un po’ come e quando voleva, la testa del capo dei briganti e un raggiante Isamu felicissimo di essersi procacciato un bel bottino di guerra altrui (il Bisento, che vale anche dei bei koku, che quindi aveva probabilmente in mente di rivendere per potersi rimpinzare di Dango per gli anni a venire).

Al villaggio trovano uno spaesato Ciro il quale, suo malgrado, si era ritrovato teletrasportato in un antro oscuro senza capire il come e il perché e dentro il quale avrebbe dovuto meditare sui suoi errori (cosa che non ha probabilmente funzionato parecchio dato che ha salutato i suoi compagni con peti, improperi e rutti in ordine sparso).

Qui provvedono a ricomporre i resti del povero Kenpachi così da poterli rispedire ai suoi natii lidi (per poter essere usato come legna da ardere probabilmente, dato che il Drago di Fuoco non può non aver almeno tostato la sua carcassa).

Intanto raccontano il tutto all’inutile Magistrato (il cui compito pare sia, in realtà, svanire fra un’occasione pubblica e l’altra senza dare notizie di sé) ma qui trovano quello che gli viene presentato come il loro nuovo compagno, Gin Bayushi, detto il Bauscia o tristemente noto con l’epiteto de “Il Commenda” negli ambienti vicini alle bische clandestine in quel della Riviera Adriatica, il quale si fa presto odiare da tutti i suoi nuovi compagni (nessuno escluso), dai PNG del Master (tutti) e ADDIRITTURA dai Futon e dai Tatami per terra.

Ciro intanto fa notare a Isamu quanto il suo bottino di guerra sia un ladrocinio bello e buono e Isamu, ben vivido nella sua mente il ricordo dell’intestino di Takacazzo… ehm… Toritaka sparso sulla polvere e visto l’umore pessimo di Ciro (vorrei vedervi al suo posto chiusi a meditare su cose di cui non vi siete mai pentiti lontanamente una giornata intera) decide SPONTANEAMENTE di rinunciare a quell’arma che nasconde ovviamente un certo senso di over-compensazione fallica, tanto da essere stata chiamata prima di Bisento: Hammeru H1 (si leggerebbe H ichi).

Agasha intanto ritrova il suo cagnolino vivo e vegeto (ma ringhiante, dato che anche a lui sta sul cazzo il Bauscia) e soffre della mancanza del vento che soffia sulle sue fiamme, immagine poetica ma anche un po’ dubbia e stranamente disturbante, il suo Kami guida intanto sviene dopo aver rifocillato con libagioni più che degne gli altri Kami guida.

Dopo decine e decine di minuti di chiacchiere pseudo-inutili (e superata la non naturale inclinazione di Gin a sporcarsi i warabi) questi lo portano a fare un giro della cittadina.

Intanto Garou, di cui si sono perse le tracce, è segretamente andato ad una proiezione RARISSIMA e in lingua originale sottotitolato in un’altra lingua a random sperduta e dell’est europeo (che è molto a ovest del Rokugan) di un vecchio spettacolo bolscevico in un lurido scantinato con tanti altri Compagni come lui, a sorseggiare Vodka fatta in casa e a rimpinzarsi di Gulash Ungherese e Caviale… come prenderà la sostituzione nel suo gruppo (dal suo punto di vista ormai decisamente migliore, vista la scomparsa dell’odiato Fascista) con niente e popò di meno ché il più marcio dei menefreghisti destroidi a favore della divisione delle classe sociali, il quale millanta ricchezze a non finire (false, è in bolletta) per coprire una disturbante identità segreta?

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Amici si, ma nel modo giusto...

Disclaimer: gli eventi qui raccontati sono successi millemila anni fa, quindi sono possibili di imprecisioni, cavolate, inesattezze e soprattutto verranno assolutamente ridotti e concentrati. Non rugatemi la minchia e divertitevi, insomma.

C’era una volta una terra chiamata Rokugan, che secondo qualche americano senza la benché minima conoscenza di giapponese potrebbe voler dire regno del dragone celeste o una roba simile. Cazzate, ovviamente, sappiamo tutti che vuol dire banalissimamente sei regni (o una roba simile, diciamo qualcosa tipo Sei-onia, o Sei-alia, o Sei-nia, una schifezza simile). Comunque, in questa vastissima terra ci sono un sacchissimo di clan, che sono alleati, ma si odiano e si fanno la guerra, altre volte si amano, altre ancora leccano il sedere ad un imperatore (ora imperatrice). In tutto ‘sto popò di casino governativo che manco la prima repubblica durante gli anni di piombo, comincia la nostra piccola allegra storia. In realtà potrebbe essere, al momento, la storia di Sachiko Agasha, una Shugenja (una fattucchiera, insomma) del clan della Fenice. Diciamo che è un pochino solo la sua storia perché è l’unica ad aver visto tutta la storia, considerando che uno degli altri due sopravvissuti è spesso malato o in ritardo, e dell’altro se ne sono perse le tracce.

Comunque, la storia comincia come gran parte degli avvenimenti del Rokugan, cioè con un personaggio ricco e potente che approfitta di 4 poveri disgraziati per fargli fare qualcosa che nessun altro ha assolutamente voglia di fare.

Sachiko, Garou, Kenpachi Matsu (la prima vittima) e Isamu (la seconda vittima) vengono invitati a portare una stupida lettera di raccomandazine ad un dojo di un paesello senza troppa importanza più o meno lì vicino, affiliato al clan della Libellula, sotto il clan maggiore del Drago (solo perché in inglese Libellula si dice Mosca Drago, cioè Dragonfly, ma sono americani, che vi devo dire). E dato che passano di lì devono anche dare una sistemata alla criminalità locale. Sì, alla criminalità locale, banditi ecc. Peccato che poi si rivelerà il minore dei problemi.

Comunque i nostri partono all’avventura e vengono raggiunti dopo un po’ da Ciro, un allegro giovine cavallerizzo dell’Unicorno.

No, non è gay. E’ solo giovane. E cavallerizzo. E unicorno. E vergine. Lo porterà lui l’Anello. O meglio, lo porterebbe se ci fosse un Anello del Fuorismo da portare. Ma questa non è quella storia. Quella storia è una figata, fa quasi ridere quanto questa. Quasi eh.

Comunque, i nostri, ora in cinque, se la partono verso ’sto villaggio, convinti che troveranno gloria e felicità, e non morte, figuremmerda, vergogna, malattie veneree e quanto di meglio possa offrire il Rokugan.

Ometterò la prima fermata ad un villaggetto inutile, dove Kenpachi prenderà a pugni Ciro (sì, è sempre stato scemo), i nostri impareranno di essere all’apice della piramide sociale (da quel giorno in avanti i contadini verranno definiti servi o con epiteti simili) e verrà fatto loro dono di un origami.

Tenete a mente questo origami.

Comunque, i nostri ripartono e passano attraverso un cimitero, o un villaggio infestato, non ricordo, comunque Isamu dovrebbe ammalarsi a questo punto ma essere guarito da Sachiko, poi si ammala anche Ciro (che soffriva evidentemente di un complesso da mancanza d’attenzione) ma viene salvato solo quando arriveranno al villaggio (e per il pelo del culo, fatemelo dire).

Ciro guarisce e “fa amicizia” con Takacazzo. Che quasi uccide. Prendendolo violentemente per il culo nel mentre. Comincia da qui (per davvero) la spirale discendente dell’Onore di Ciro. Per la cronaca, fino a questo punto era Chihiro, così teneramente Chihiro… ribattezzato da tutti Ciro, in quanto Gaijin e fondamentalmente con la mentalità tipica di Scampia.

Comunque, riescono a far passare la raccomandazione e partono alla ricerca dei banditi.

Nel mentre hanno un pacco di incubi e presagi nefasti (gatti neri e roba simile, ricordatevi dei gatti neri, e anche dell’origami, non dimenticatevene), e campanano che forse i banditi non sono il peggiore dei problemi.

Però se ne sbattono e vanno comunque dai banditi.

Qui Kenpachi fa il bullo e muore in duello da scemo, mentre Sachiko e lo SPecial Guest Masaru (un altro shugenja, ma della Gru) risolvono tutto col Drago di Fuoco.

E dopo questo rapidissimo prologo possiamo cominciare con la trascrizione dei riassunti vera e propria.

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Welcome to your Adventure Log!
A blog for your campaign

Every campaign gets an Adventure Log, a blog for your adventures!

While the wiki is great for organizing your campaign world, it’s not the best way to chronicle your adventures. For that purpose, you need a blog!

The Adventure Log will allow you to chronologically order the happenings of your campaign. It serves as the record of what has passed. After each gaming session, come to the Adventure Log and write up what happened. In time, it will grow into a great story!

Best of all, each Adventure Log post is also a wiki page! You can link back and forth with your wiki, characters, and so forth as you wish.

One final tip: Before you jump in and try to write up the entire history for your campaign, take a deep breath. Rather than spending days writing and getting exhausted, I would suggest writing a quick “Story So Far” with only a summary. Then, get back to gaming! Grow your Adventure Log over time, rather than all at once.

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Siamo campioni del mondo!

Signore e signori, direi che abbiamo finalmente il ritorno del narratore!

Ebbene, dove eravamo rimasti?

Ah, già! Un cadavere e una competizione da concludere!

Ebbene, complici i neuroni persi a Capodanno… non saprei dirvi, innanzitutto, chi ha vinto per davvero la competizione! Posso solo dirvi che ricordo che un disperato Gin e un tronfio Mangetsu fossero arrivati quasi alla pari (nonostante Gin avesse fatto di tutto per perdere, questo per farvi capire quanto Gin sia “awesome”, citando un famoso telefilm).

Cooomunque: i ricordi che ho è che Gin abbia fatto l’imbecille al banchetto per la fine del torneo e che se la fosse cavata lasciando a Mangetsu l’onere, ma non ne sono affatto sicuro. Ciro inoltre deve aver trovato qualche altro sistema per rendersi ricidolo e Sachiko deve averla data a qualcuno, mentre sicuramente gli altri ospiti si grattavano rumorosamente al passaggio di Katsu.

E il cadavere? Fottesega, più o meno… il tipo dagli occhi di giada l’ha tirata un po’ su sul fatto che il gruppo di bushemi non era al campo (compreso il povero Gin), quando questi erano in realtà alla ricerca di tracce (trovando piste che porterebbero ad una zona di “competenza” del clan del Ragno).

Comunque al momento è tutto in stand-by.

Mentre oscure nubi si addensano all’orizzonte (nella mente del Cucco, uahahahahah…).

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